Regolamento del Corso di Dottorato In

Ingegneria Chimica e dei Materiali

Articolo 1

Oggetto del regolamento

1. In conformità alla normativa vigente il presente regolamento riguarda, la gestione e il funzionamento del corso di dottorato in Ingegneria Chimica e dei Materiali.

 

Articolo 2

Obiettivi del corso di Dottorato in Ingegneria Chimica e del Materiali

1. Obiettivi del corso di dottorato in Ingegneria Chimica e dei Materiali sono la formazione alla ricerca avanzata di allievi provenienti da settori dell'ingegneria chimica ed industriale e l'integrazione della conoscenza specifica e la formazione alla ricerca di allievi provenienti da settori culturalmente affini.

2. Il Corso di Dottorato di Ricerca in Ingegneria Chimica e dei Materiali investe tematiche che formano l'oggetto dei seguenti settori disciplinari:

C06X: Chimica,

I13X: Metallurgia,

I14A: Scienza e Tecnologia dei Materiali,

I14B: Materiali Macromolecolari,

I15A: Chimica Fisica Applicata

I15B: Principi di Ingegneria Chimica,

I15C: Impianti Chimici,

I15D: Teoria dello sviluppo dei Processi Chimici,

I15E: Chimica Industriale e Tecnologica,

I15F: Ingegneria Chimica Biotecnologica,

I26A: Bioingegneria Meccanica,

I26B: Bioingegneria Chimica.

 

Articolo 3

Organi del Corso di Dottorato di ricerca

1. Il Corso di Dottorato di ricerca in Ingegneria Chimica e dei Materiali fa riferimento alle strutture del Dipartimento di Ingegneria Chimica, Chimica Industriale e Scienza dei Materiali che ne ha proposto l’istituzione e presso i quali i dottorandi svolgono la loro attività.

2. Sono organi del Corso di Dottorato:

il Collegio dei Docenti;

il Coordinatore;

la Giunta.

3. I membri ordinari del Collegio dei Docenti sono i professori, di ruolo o fuori ruolo, ed i ricercatori afferenti al Dipartimento di Ingegneria Chimica, Chimica Industriale e Scienza dei Materiali dell'Università degli Studi di Pisa che ne facciano richiesta. Nel collegio possono altresì essere cooptati, previa approvazione dei membri ordinari del Collegio, professori o ricercatori di altri Dipartimenti dell'Università di Pisa e di altre Università, italiane o estere, o esperti non universitari, italiani o stranieri. Il numero degli esperti non universitari non puo' essere superiore a un terzo dei membri.

4. Il Collegio dei Docenti sovrintende al complesso delle attività formative del Dottorato e svolge funzioni di indirizzo e di guida dei dottorandi alla ricerca scientifica.

5. Il Collegio dei Docenti approva l'attivazione e la disattivazione degli eventuali curricula formativi in cui si articola il Dottorato di ricerca.

6. La richiesta di afferenza al Collegio dei Docenti deve essere effettuata a cadenza triennale per mezzo di lettera inviata al Coordinatore del corso. In caso di nuova afferenza è necessario il parere favorevole del Collegio dei Docenti. In caso di contrasto fra la richiesta di afferenza e il parere del Collegio dei Docenti, la questione è sottoposta all'esame del Senato Accademico.

7. Il Collegio dei Docenti elegge il Coordinatore mediante seggio elettorale aperto per una giornata lavorativa. L'elezione è fatta a maggioranza assoluta dei votanti. La votazione è valida se i voti espressi superano il 50% degli aventi diritto, che sono i membri ordinari del Collegio dei Docenti. Il Coordinatore è nominato con decreto rettorale.

8. Il Coordinatore rappresenta il Dottorato rispetto al Dipartimento che l’ha promosso e agli organi accademici; presiede le riunioni; è responsabile dell’organizzazione e del funzionamento complessivo del Dottorato e dei percorsi formativi in esso previsti.

9. Il Coordinatore dura in carica per quattro anni e non può essere rieletto consecutivamente più di una volta. Per una seconda rielezione devono decorrere almeno quattro anni dall'ultimo mandato

10. Il Coordinatore provvede alle spese per il funzionamento ordinario del Corso di Dottorato sui fondi a ciò destinati, previsti da un'apposita voce inserita nel bilancio della struttura del Dipartimento di Ingegneria Chimica, Chimica Industriale e Scienza dei Materiali dell'Università degli Studi di Pisa, avvalendosi a questo fine della collaborazione degli addetti all’amministrazione della stessa, sentito il Collegio dei Docenti qualora esse superino singolarmente i 4 milioni.

11. La Giunta del Dottorato è costituita dal Coordinatore e da 5 membri eletti tra i membri ordinari del Collegio dei docenti. Nella Giunta devono essere rappresentate tutte le fasce della docenza e, per quanto possibile, tutte le aree culturali afferenti al dottorato. Il Coordinatore nomina un vice-coordinatore scelto fra i membri della stessa Giunta.

12. Le elezioni della Giunta avvengono su una lista di candidati che devono rappresentare tutte le categorie di docenti.

I primi tre eletti sono:

il candidato professore ordinario che ha preso il maggior numero di voti;

il candidato professore associato che ha preso il maggior numero di voti;

il candidato ricercatore che ha preso il maggior numero di voti.

Il quarto e quinto eletto sono i candidati che hanno preso il maggior numero di voti, avendo scorporato i primi tre già citati. In caso di parità, risulta eletta la persona con maggiore anzianità, indipendentemente dal ruolo.

Sono eleggibili e votanti tutti i membri ordinari del Collegio dei Docenti.

Ogni votante esprime tre preferenze.

La votazione avviene con seggio aperto per una giornata lavorativa. La votazione è valida se i votanti superano il 50% degli aventi diritto.

13. Alla Giunta competono le seguenti attribuzioni:

a) organizza l'attività scientifica e didattica dei dottorandi;

b) esercita a titolo deliberativo le funzioni eventualmente ad essa delegate dal Collegio dei Docenti;

c) analizza le eventuali domande di attivazione e disattivazione dei curricula in cui si articola il dottorato di ricerca.

14. La Giunta dura in carica 4 anni. Per la nomina dei membri cessati a qualunque titolo, si procede a nuove elezioni entro 4 settimane dalla cessazione. Non si provvede alla sostituzione dei membri decaduti negli ultimi sei mesi di un mandato del Coordinatore.

 

Articolo 4

La Gestione degli Organi del Corso di Dottorato di ricerca

1. La convocazione della seduta del Collegio, contenente l'ordine del giorno, è diramata per iscritto a tutti i componenti almeno sette giorni prima della riunioni; i giorni di preavviso possono ridursi in caso di convocazione d'urgenza.

2. Una riunione del Collegio dei Docenti è considerata valida solo se il numero dei membri ordinari è superiore alla metà più uno degli aventi diritto, esclusi gli assenti giustificati. Le deliberazioni sono prese a maggioranza relativa dei presenti. In caso di parità di voti prevale il voto del Coordinatore.

3. Su argomenti determinati il Collegio dei Docenti può chiedere di ascoltare il parere di persone che non ne fanno parte.

4. In caso di particolari motivi di urgenza e salvo ratifica da parte del Collegio nella prima seduta successiva, il Coordinatore può assumere decisioni che sono, di norma, di competenza del Collegio, comunicandole immediatamente alla Giunta.

5. Delle riunioni del Collegio viene redatto il verbale firmato dal Coordinatore e dal Segretario verbalizzante, nominato all'inizio di ogni riunione; tale verbale viene, di norma, approvato nella seduta successiva. Per particolari casi è prevista la redazione e approvazione seduta stante. L'originale del verbale resta a disposizione presso la Direzione del Dipartimento di Ingegneria Chimica, Chimica Industriale e Scienza dei Materiali.

6. La Giunta è convocata di norma per iscritto dal Coordinatore o, su richiesta motivata, da almeno un terzo dei suoi membri, almeno sette giorni prima della seduta. In caso di urgenza anche un solo giorno prima.

7. Delle riunioni della Giunta viene redatto un verbale firmato dal Coordinatore e dal Segretario verbalizzante, nominato all'inizio di ogni riunione; tale verbale viene, di norma, approvato nella seduta successiva. Per particolari casi è prevista la redazione e approvazione seduta stante. L'originale del verbale resta a disposizione presso la Direzione del Dipartimento di Ingegneria Chimica, Chimica Industriale e Scienza dei Materiali.

8. Possono essere invitati a riunioni della Giunta, su richiesta del Coordinatore e su parere della Giunta, limitatamente a specifici argomenti all'ordine del giorno, persone di cui si ritenga utile il contributo.

9. Su proposta congiunta del Coordinatore e della Giunta, il Collegio dei docenti può nominare delle commissioni che affianchino il Coordinatore nella gestione tecnica di determinati settori. Ciascuna di esse è presieduta, di norma, da un membro della Giunta.

 

Articolo 5

Struttura Organizzativa

1. Sede Amministrativa del Dottorato di Ricerca è il Dipartimento di Ingegneria Chimica, Chimica Industriale e Scienza dei Materiali.

2. La Segreteria del Dipartimento garantisce lo svolgimento di tutte le pratiche amministrative di competenza riguardanti la gestione del Corso di Dottorato, la gestione dei fondi per le missioni e per lo svolgimento di corsi e seminari e cura l'archiviazione della relativa documentazione.

3. Il Dipartimento di Ingegneria Chimica, Chimica Industriale e Scienza dei Materiali dell'Università degli Studi di Pisa mette a disposizione un'aula per lo svolgimento dei cicli di seminari e conferenze, nonché il personale tecnico ed amministrativo necessario per il funzionamento del corso di dottorato

 

Articolo 6

Accesso

1. Le strutture didattico-scientifiche del Dipartimento di Ingegneria Chimica, Chimica Industriale e Scienza dei Materiali dell'Università degli Studi di Pisa possono garantire un supporto adeguato all'ammissione di non più di 5 allievi su base annuale. A regime e' previsto un numero massimo di 15 allievi.

2. Possono accedere al Corso di Dottorato di ricerca, sottoponendosi alle relative prove di ammissione, senza limitazioni di età e cittadinanza, coloro che siano in possesso di un titolo di II livello, corrispondente alla "laurea" prevista dallo statuto prima del 1999, rilasciato da Università italiane o da equipollenti istituti stranieri.

3. Il concorso di ammissioni è per titoli e per esami. Il possesso di un titolo nel settore dell'ingegneria chimica e dei materiali costituisce requisito preferenziale per l'ammissione al corso. Sono inoltre valutabili, ai fini del concorso di ammissione, la tesi con relativa votazione di laurea e il curriculum dei candidati.

4. La selezione per l’accesso ai Corsi di Dottorato avviene per concorso pubblico. Il bando di concorso comunque indica:

a) il numero complessivo dei laureati da ammettere al Dottorato di ricerca;

b) il numero e l’ammontare delle borse di studio disponibili;

c) il contributo a carico dei dottorandi, così come determinato dal Consiglio di amministrazione, e la disciplina dei relativi esoneri, parimenti definita dal Consiglio di amministrazione;

d) le modalità di svolgimento delle prove di ammissione.

5. L’esame di ammissione consiste in due prove, una scritta e una orale, intese ad accertare la preparazione, le capacità e le attitudini del candidato alla ricerca scientifica. E’ compresa nella prova orale una verifica della conoscenza della lingua inglese.

La commissione, per la valutazione di ciascun candidato, dispone di centoquaranta punti complessivi, ripartiti come segue: venti per la valutazione dei titoli, sessanta per la valutazione della prova scritta, sessanta per la valutazione della prova orale.

Il candidato si considera idoneo qualora riporti un punteggio complessivo superiore a 90/140 e non inferiore a 40/60 nella prova scritta ed a 40/60 nella prova orale. Al fine di individuare gli aventi diritto alla borsa di dottorato, espletate le prove di concorso, la commissione compila una graduatoria generale di merito sulla base della somma dei voti riportati da ciascun candidato nelle singole prove, evitando posizioni di parità.

I candidati che, in base alla graduatoria finale, siano risultati tra gli ammessi al corso decadono qualora non esprimano la loro accettazione entro 15 giorni dalla comunicazione dell’esito del concorso. In tal caso subentra altro candidato secondo l’ordine della graduatoria. Lo stesso accade qualora qualcuno degli ammessi rinunci entro tre mesi dall’inizio del corso. Qualora il rinunciatario abbia già usufruito di mensilità di borse di studio, è tenuto alla loro restituzione.

6. Le commissioni esaminatrici per l’ammissione ai corsi di dottorato di ricerca sono nominate con decreto rettorale, entro trenta giorni dalla scadenza del bando, su designazione del Consiglio di Dottorato e con parere favorevole del Consiglio del Dipartimento di Ingegneria Chimica, Chimica Industriale e Scienza dei Materiali dell'Università degli Studi di Pisa.

7. Le Commissioni sono composte da tre professori ordinari o associati o ricercatori appartenenti ai settori scientifico-disciplinari attinenti al corso di dottorato, almeno uno dei quali esterno al Collegio dei Docenti del Dottorato. Possono essere designati anche professori di altre università italiane o straniere. Non possono essere designati coloro che hanno fatto parte della commissione l’anno precedente. La commissione può essere integrata dall’aggiunta di non più di due esperti, anche stranieri, scelti nell’ambito degli enti e delle strutture pubbliche e private di ricerca; la nomina di tali esperti è obbligatoria qualora si realizzino le condizioni di cui al comma 3 dell’articolo 3 del Regolamento di Ateneo per il Dottorato di Ricerca.

8. Decorsi tre mesi dalla data del provvedimento di nomina senza che la commissione giudicatrice abbia concluso i propri lavori, essa decade e il Rettore, su proposta del Collegio dei Docenti del Dottorato, e previo parere favorevole del Dipartimento di Ingegneria Chimica, Chimica Industriale e Scienza dei Materiali dell'Università degli Studi di Pisa, nomina una nuova commissione con esclusione dei membri della commissione decaduta.

9. La commissione, nella prima riunione, procede a decidere i criteri di valutazione dei titoli. In una seconda riunione effettua la valutazione dei medesimi. Il punteggio conseguito dai singoli candidati, a seguito della valutazione dei titoli, è affisso prima dell'inizio della prova orale nell'albo del dipartimento presso cui si svolge la prova.

I punteggi conseguiti dai singoli candidati nella prova scritta e nella prova orale sono affissi, al termine della sessione delle prove orali, nell'albo del dipartimento presso cui si svolgono le prove.

La commissione compila quindi una graduatoria generale di merito e provvede ad affiggerla all'albo del dipartimento presso cui si sono svolte le prove.

 

Articolo 7

Svolgimento del Corso e conseguimento del titolo

1. Il Corso di Dottorato in Ingegneria Chimica e dei Materiali inizia, di norma, entro il mese di gennaio ed, in prima applicazione entro il 28 febbraio 2000.

2. La durata non può essere inferiore a tre anni e non può superare i quattro anni.

3. La responsabilità scientifica e didattica del Corso di Dottorato compete al Collegio dei Docenti, che definisce il piano delle attività articolate negli anni di durata del Corso. Il Collegio dei Docenti definisce per ogni singolo studente un piano di studi personalizzato.

4. I temi di ricerca, oggetto dell'attività dei dottorandi sono proposti da uno o più componenti del Collegio dei Docenti, i quali specificheranno quale sostegno logistico e finanziario ha la proposta stessa.

Le proposte di temi di ricerca, raccolte dal Coordinatore e dalla Giunta, sentito il Dipartimento di Ingegneria Chimica, Chimica Industriale e Scienza dei Materiali, sono approvate dal Collegio dei Docenti, quindi fornite ai candidati vincitori del concorso di ammissione.

Il Collegio dei Docenti, sentiti i candidati vincitori del concorso di ammissione, che hanno esaminato le tematiche approvate, assegna il tema ad ognuno di loro entro 60 giorni dall'espletamento del concorso e designa, come tutori incaricati di seguire più da vicino la formazione e le attività di ricerca di ciascun dottorando, i componenti del collegio che hanno proposto il tema di ricerca assegnato.

5. La Giunta organizza l'attività dei dottorandi seguendo gli orientamenti definiti dal Collegio dei Docenti.

6. Per ogni singolo dottorando sono di norma previsti periodi di formazione da svolgere presso altri centri di ricerca, accademici o industriali, italiani o esteri, ove si svolgano ricerche di particolare interesse in relazione alla tesi assegnata. In ogni caso il periodo di soggiorno fuori sede non può essere superiore a mesi 18 e deve essere autorizzato dal Collegio dei Docenti.

7. Il titolo di dottore di ricerca si consegue alla conclusione del ciclo di Dottorato ed è subordinato alla presentazione di una dissertazione scritta (Tesi di Dottorato) che dia conto di una ricerca originale, condotta con sicurezza di metodo e dalla quale emergano risultati di rilevanza scientifica adeguata.

8. La Tesi di Dottorato può essere redatta anche in lingua straniera, previa autorizzazione della Giunta.

9. Entro quindici giorni dalla conclusione del Corso di Dottorato i candidati che ne hanno avuto autorizzazione dal Collegio dei Docenti presentano, presso il competente ufficio dell’Università, domanda di ammissione all’esame finale. Non appena abbiano notizia dei nominativi dei componenti la Commissione giudicatrice, i candidati provvedono ad inviare loro una copia della propria dissertazione.

10. La commissione è composta da tre membri, scelti tra i professori e ricercatori universitari, specificamente qualificati nelle tematiche affrontate nella tesi. Almeno due membri devono appartenere a università, anche straniere, non partecipanti al dottorato e non devono essere componenti del consiglio di dottorato. La commissione può essere integrata da non più di due esperti appartenenti a strutture di ricerca pubbliche e private, anche straniere.

La commissione è nominata con decreto rettorale su designazione del consiglio di dottorato, che si accerterà preventivamente della disponibilità delle persone designate, e con parere favorevole del Consiglio del Dipartimento di Ingegneria Chimica, Chimica Industriale e Scienza dei Materiali dell'Università degli Studi di Pisa.

11. Gli esami finali per il conseguimento del titolo di dottore di ricerca si svolgono sulla base di un colloquio con il candidato avente per tema la sua tesi finale, previamente esaminata e valutata dalla Commissione giudicatrice.

Gli esami sono pubblici.

Al termine dei propri lavori la Commissione giudicatrice redige un verbale sullo svolgimento degli stessi, comprensivo dei giudizi circostanziati sulle tesi presentate dai candidati e sull’esito dei colloqui. L’esame non dà luogo a punteggio. Le proposte di rilascio del titolo di dottore di ricerca sono assunte a maggioranza.

12. Il titolo è rilasciato dal Rettore che, a richiesta dell’interessato, ne certifica il conseguimento.

Il rilascio della suddetta certificazione è subordinata alla consegna da parte dell’interessato al competente ufficio della Divisione Coordinamento Biblioteche di tre copie della tesi finale: due per il relativo deposito presso le Biblioteche nazionali di Firenze e di Roma, una perché venga trasmessa alla struttura bibliotecaria dell’Ateneo più affine per interessi scientifici, che ne assicurerà la conservazione e la pubblica consultabilità.

E’ altresì richiesta la presentazione di un breve sommario dei contenuti della tesi redatto in lingua inglese, da diffondere tramite il sito-web del Dipartimento.

 

Articolo 8

Doveri e posizione dei Dottorandi

1. Il Dottorando è tenuto a seguire con regolarità le attività previste per il suo curriculum formativo e a dedicarsi con pieno impegno ai programmi di studio individuale e guidato e allo svolgimento delle attività di ricerca assegnate. La frequenza ai seminari e ai moduli indicati dal Collegio dei Docenti è obbligatoria.

Entro la data stabilita dal Collegio dei Docenti, di norma con frequenza annuale, il dottorando è tenuto a presentare al Collegio una relazione scritta riguardante l’attività di ricerca svolta e i risultati conseguiti, nonché le eventuali partecipazioni a seminari e congressi e ad altre iniziative scientifiche, unitamente alle eventuali pubblicazioni prodotte.

2. Ai sensi del comma 8 dell’articolo 4 della legge n. 210/1998, i dottorandi di ricerca possono svolgere, su loro richiesta, una limitata attività didattica sussidiaria o integrativa che non deve in ogni caso compromettere la loro attività di formazione alla ricerca e che non dà luogo a diritti in ordine all’accesso ai ruoli dell’Università. Detta attività deve essere preventivamente autorizzata dal Collegio dei Docenti o dalla Giunta.

3. E’ possibile, a domanda, su parere favorevole del Collegio dei Docenti, ottenere la sospensione degli obblighi di frequenza del Dottorato in caso di assunzione a tempo indeterminato presso la Pubblica Amministrazione durante il periodo di prova, con rinuncia per il medesimo periodo alla borsa di studio eventualmente in godimento.

La sospensione degli obblighi di frequenza del Dottorato, fino ad un massimo di un anno, è altresì consentita in caso di maternità, servizio militare, grave e documentata malattia e particolari situazioni familiari, mantenendo i diritti all’eventuale borsa di studio in godimento, salvo interruzione della relativa erogazione, con successivo recupero alla ripresa della frequenza, fermo restando che le annualità di borsa non possano eccedere la durata del ciclo di Dottorato.

4. Il Collegio dei Docenti può proporre al Rettore, con delibera motivata, sentito l’interessato, che un dottorando sia temporaneamente sospeso dal Corso, o che ne venga escluso, con conseguente perdita parziale o totale dell’eventuale borsa di studio in godimento, in caso di:

a) giudizio negativo da parte del Collegio dei Docenti in sede di verifica annuale dell’attività;

b) assenze ingiustificate e prolungate;

c) comportamenti in contrasto con le norme sull’incompatibilità.

5. Su richiesta del Collegio dei Docenti, il Rettore può autorizzare l’attivazione di una sessione aggiuntiva di esami, alla quale ammettere a domanda, previo parere del Collegio dei Docenti, i Dottorandi che, per comprovati motivi, non siano stati in grado di presentare la loro Tesi finale entro il termine previsto.

In mancanza di una sessione aggiuntiva, i Dottorandi in tali condizioni potranno chiedere di essere ammessi, sempre previo parere del Collegio dei Docenti, all’esame finale previsto per il ciclo successivo.

Salvo che l’interessato non abbia usufruito di un periodo di sospensione della frequenza e della erogazione della borsa di studio in godimento ai sensi del punto 4, con conseguente successivo recupero della parte residua della borsa, la proroga di cui sopra è incompatibile con l’erogazione della borsa di studio di dottorato.

6. In caso di esito negativo dell’esame finale, i candidati possono ripetere l’esame una sola volta. Fino a tale data, e comunque per non oltre un anno dal mancato superamento dell’esame stesso, gli interessati prolungano, previo adempimento degli obblighi richiesti in materia di contributi, come previsti per tali circostanze dal Consiglio di amministrazione, il loro status di Dottorando con conseguente possibilità di accesso alle strutture necessarie per il prolungamento della loro attività di ricerca.

7. In caso di rinuncia a proseguire nel Corso, l’interessato è tenuto a darne comunicazione al Coordinatore con un mese di anticipo. L’erogazione dell’eventuale borsa di studio è mantenuta fino alla data dell’interruzione.

8. Non è consentita l’iscrizione contemporanea a più di un Corso di Dottorato di ricerca. In caso di frequenza successiva a più Corsi di Dottorato di ricerca è consentito usufruire, al più, di una borsa di studio.

 

Articolo 9

Norme finali

1. Il presente regolamento può essere modificato con il voto favorevole della maggioranza dei due terzi dei membri ordinari del Collegio dei Docenti, calcolati in base al numero dei presenti.

2.Il presente Regolamento del Corso di Dottorato in Ingegneria Chimica e dei Materiali è redatto a norma del regolamento per il dottorato di ricerca dell'Università di Pisa in vigore dal 3 novembre 1999 e, in esecuzione dell'art. 5 dello stesso.

3. Per quanto non contenuto nel presente regolamento sono valide le disposizioni contenute Regolamento di Ateneo dell’Università di Pisa e nel D.M. 30 aprile 1999, n. 224 (G.U. n. 162 del 13/07/99).

4. Lo Statuto dell'Università in prim'ordine e il regolamento del Dipartimento di Ingegneria Chimica, Chimica Industriale e Scienza dei Materiali in second'ordine sono prevalenti in caso di difformità con le disposizioni contenute nel presente Regolamento.

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(Regolamento approvato dal Collegio dei Docenti nella seduta del 18/04/2000)

 

 


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